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Mike87 – VOLVO S60R

by Administrator on nov.18, 2010, under VolvoClub.IT Owners Cars

Il 2003 è un anno importante per Volvo, l’anno del ritorno in listino della lettera magica…

la R, che ormai da anni contraddistingue le versioni più spinte.

A partire dalle 240 allestite R-Sport, non sono stati molti i modelli a cui è stato affidato questo importante ruolo: è datata 1995 l’850 T5-R, la capostipite, un’edizione speciale con allestimento sportivo delle note T5 , sostituita poi dalle 850 R e dalle seguenti S70 e V70 R .

Presentata al salone di Parigi nel 2002, l’S60 R mantiene una livrea del tutto simile a quella della concept car PCC, che di fatto ne annunciava lo sviluppo.

All’apparenza, potrebbe essere giudicata come una normale S60 leggermente modificata nell’estetica: nuovi gruppi ottici, nuova calandra, nuovi paraurti con minigonne.

Peter Horbury (dalla sua matita sono nati diversi modelli importanti, tra cui XC90 e C70 I) ha voluto fare le cose in maniera elegante, senza particolari eccessi che potrebbero sfociare in facili cafonerie… uno spoiler (molto discreto, tra l’altro) sulla coda c’è , in effetti, ma più che per questioni stilistiche, è stato voluto da leggi fisiche: la sua funzione è quella di ridurre del 20% il sollevamento del retrotreno alle alte velocità.

Le sorprese, tuttavia, si notano dentro.

2.5 litri, 300 cv, 400nm di coppia e 5,7 secondi nello 0-100 sono solo alcuni dei numeri che caratterizzano questa S60 R.

La trazione è l’integrale AWD; unanovità è rappresentata invece dal telaio Four-C (Continuously Controlled Chassis Concept) : mediante l’azione su tre pulsanti posti nella parte superiore della plancia, è possibile modificare le impostazioni dell’assetto. Comfort,  Sport ed Advanced sono i nomi dei tre programmi previsti per adattare la dinamica degli ammortizzatori in base allo stile di guida.

Non poteva mancare , ovviamente, un adeguato impianto frenante: per  questo Volvo si è affidata a Brembo, che ha dotato l’S60 R di pinze a quattro pistoncini interamente in alluminio che le consentono di fermarsi in 36 metri da 100km/h. Due tipi di cambio previsti : il manuale a 6 marce e il Geartronic; quest’ultimo, prodotto in due versioni: a 5 rapporti e coppia limitata a 340Nm per le R prodotte fino al 2004, a 6 rapporti e 400Nm per le restyling 2005 e 2006.

La R di Mike, che ha sostituito nel suo box una XC70 D5 del 2003,  è un bellissimo esemplare del 2006; sarebbe lecito definirlo “seconda serie”, in quanto rispetto alle prime R datate 2003-2004 presenta piccoli nuovi dettagli: fascioni paraurti completamente verniciati in tinta e fanali posteriori trasparenti sia per S60 che per V70.

Colore grigio titanio metallizzato, interni in pelle totale soft “Atacama”, navigatore e telefono: l’unico accessorio mancante è il tetto apribile. I cerchi sono i Pegasus da 18” , gommati con le ottime Michelin Pilot Sport 3 235/40.

Il sound è quello classico dei 5L Volvo, ovviamente qui in versione più estrema: non capita raramente di sentire qualche bella “scoppiettata” nei passaggi di marcia più spinti…

Ma lasciamo la parola al proprietario.

“Cresciuto tra le Volvo, non appena ho visto la S60 R su una rivista di settore che ne pubblicizzava il lancio, avvenuto poi nel 2003, l’ho subito adorata e.. in seguito, desiderata, in occasione del facelift che riuscì addirittura a migliorarla ulteriormente nel 2005, verniciandone i profili in plastica grezza ed impreziosendone gli interni. Oramai avevo deciso, la mia prossima auto doveva essere lei..

E finalmente nel febbraio 2008 ne sono entrato in possesso.
Un’auto eccezionale, capace di regalare prestazioni entusiasmanti, comfort d’altissimo livello e grande sicurezza e fruibilità in qualunque condizione. Il tutto in una veste sportiva ed elegante, caratterizzata da una linea etremamente pulita e priva di alcun tipo di fronzolo fine a se stesso. Un’auto che nonostante le sue notevoli prestazioni fa dell’understatement la sua bandiera.
Grande merito dell’incredibile polivalenza di quest’auto va poi senza dubbio ai suoi sistemi elettronici e alla capacità di interagire tra loro. Volvo in quest’auto ha utilizzato la migliore tecnologia e i migliori materiali che aveva a sua disposizione. A partire dal motore, il glorioso T5, che sotto al cofano delle S60-V70R ha raggiunto il suo apice”.


Previsioni per il futuro? “Non so. Le nuove S60/V60 mi piacciono molto ma viste e provate faticano a trasmettere le stesse sensazioni della mia R. Spero veramente che Volvo decida di ridare vita al glorioso marchio R-Sport, continuando così una tradizione di Volvo ”pepate” che ci fanno sognare da oltre vent’anni..  “

Come dargli torto?

David R. , VolvoClub.it – Milano

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Kevin C30 – VOLVO C30 1.6D Momentum MY’07

by Administrator on lug.17, 2010, under VolvoClub.IT Owners Cars

Eredità assai importante, quella della più piccola Volvo attualmente a listino: dietro di lei due modelli che hanno scritto la
pagina storica delle Volvo “sportive” con carrozzeria hatchback , la 1800ES e la 480; davanti a lei la difficile strada per replicarne il rispettivo successo.
Presentata al salone di Detroit del 2006 allo stato di concept car, ci sono voluti solo pochi mesi e pochi ritocchi per portarla direttamente nei saloni delle concessionarie.
I primi esemplari forniti agli autosaloni da Volvo Italia nel novembre dello stesso anno erano caratterizzati per lo più dalla
notevole colorazione Cosmic White abbinata al Body Kit Java e, probabilmente, proprio essi sono indicabili come la principale
causa della fredda accoglienza di C30 da parte del pubblico : si trattava infatti di esemplari top di gamma, T5 e D5, tutti in
condizioni assolutamente Full Optional (era presente perfino il servizio Volvo On Call con pulsante per chiamate di emergenza al centro della plancia) che raggiungevano un prezzo di listino davvero elevato, a sfiorare i 44.000 euro.
Nonostante fosse dichiaratamente un prodotto di nicchia, si trattava davvero di una cifra eccessiva per il target prevalentemente giovane e giovanile a cui intendeva rivolgersi la C30!
La stampa del settore aveva inoltre caricato le aspettative di vendita C30, paragonandola non del tutto giustamente a vetture compatte 3 porte con nomina ormai affermata da anni. Già, perchè C30 è sì una compatta a 3 porte ma diversa
dalle altre, si potrebbe dire più o meno azzardando che crea un segmento a parte, anche solo per il fatto di disporre di
quattro posti su altrettanti sedili singoli.
Quello delle hatchback sportive è sempre stato un settore poco facile anche per le grandi Case, dove pochi marchi riescono
davvero a trovare la formula giusta per arrivare a contrastare le vendite delle compatte a 5 posti. Basti pensare al modesto
successo di Bmw con la serie 3 Compact, o l’altrettanto timido esito di Mercedes con la classe C Sportcoupè: entrambe
vetture con carrozzeria a tre porte derivata dalla rispettiva berlina a tre volumi, dove il designer ha un alto rischio in fase di
realizzazione di cadere nella trappola di un posteriore massiccio e decisamente poco aggraziato con il resto… A Simon Lamarre, designer e responsabile della squadra che ha curato la linea della C30 è andata decisamente meglio.

Sviluppata sulla piattaforma C1, la stessa prevista per S40, V50 e C70 nonchè in condivisione con altri modelli del gruppo Ford, C30 è una hatchback dalla linea inconfondibile.
I posti come già accennato sono 4, disposti tutti su poltrone singole e il bagagliaio è accessibile dal caratteristico lunotto privo di cornice, esattamente come sulle sue antenate 1800Es e 480. Queste caratteristiche rendono C30 difficilmente paragonabile ad altre vetture tre porte di simili dimensioni, in quanto nessuna vettura media, nel 2006, si era concessa lo sfizio dei una coppia di sedili singoli in luogo della classica panca 3 posti posteriore …Nessuna, almeno, sino all’avvento della nuova VW Scirocco nel 2008!

Vettura dalla linea decisamente sportiva, in particolar modo se dotata del body kit comprendente minigonne e spoiler anteriore in tinta o a contrasto cromatico, ma che sa anche essere all’occorrenza una buona stradista, comoda ed economica.
Questo è l’esatto mix di concetti su cui si basa la bella 1.6D blu di Kevin che abbiamo provato questo mese.
Impossibile non notarla tra le altre, il blu elettrico con body kit in tinta regala all’auto un colpo d’occhio davvero notevole, se
poi si considerano i generosi cerchi da 18″ Toora, beh, allora, vedere le teste girarsi al tuo passaggio diventa un’abitudine
assai gratificante.

L’avventura di kevin firmata Volvo inizia non molto tempo fa, nel novembre del 2009, proprio a distanza di tre anni dalla presentazione nelle concessionarie di quella che sarà la sua prossima auto!
In realtà la sua passione per il marchio svedese è datata 2006 e prende realtà di fronte al bel prototipo di quella piccola Volvo esposta a Detroit, ma le limitate condizioni economiche di un neopatentato e l’idea secondo la quale Volvo è sinonimo di marchio “elitario” costringono Kevin ad attendere tempi migliori. Nel frattempo, gira con un vecchio Toyota Rav4 tre porte con il quale ha modo di fare divertenti esperienze di guida.
Purtroppo (o per fortuna…) il Rav lo abbandona nell’ottobre 2009… quale occasione migliore, quindi, per puntare di nuovo l’attenzione sul marchio svedese che gli era entrato in testa tre anni prima?
Kevin si butta quindi alla ricerca di un’occasone, confortato dal fatto che le C30 disponibili sul mercato dell’usato consentivano un notevole risparmio rispetto al listino del nuovo…
Tuttavia, la cosa non è così semplice come può sembrare in un primo momento: ci vorrà ben un mese per arrivare alla SUA!
L’auto che Kevin va a visionare e provare è dotata infatti di quasi tutti gli elementi che avrebbe voluto: il colore, blu brillante, è simile a quello del vecchio Rav, e già qui si parte bene. C’è il Body Kit ed è pure in tinta, ci sono gli inserti in alluminio, ci sono i cerchi in lega da 18″, i bellissimi Atreus. Anche le motorizzazione potrebbe andare, anche se alla fine, non è proprio il massimo della vita.. Per motivi lavorativi, Kevin ha infatti bisogno necessariamente di un’auto a gasolio, ma il 1.6D in dotazione alla C30 prescelta gli danno l’idea di “sottodimensionato”, soprattutto in rapporto al notevole impatto estetico che l’auto, così messa, è in grado di offrire… ma va bene così, non importa, ci si accontenta.
O meglio, non ci si accontenta e ben presto i 109 cv della piccola unità Ford-PSA divengono 132 grazie ad una rimappatura della centralina. Non male affatto, se si pensa che anche la coppia passa dai 253 ai 303Nm, a tutto vantaggio del piacere di guida, ora finalmente con un’erogazione fluida e sempre pronta sia a basso che ad alto regime , per non parlare di un buon ridimensionamento dei consumi, a patto ovviamente di non sfruttare tutti i Cv aggiunti.
Passano i mesi, aumentano i km e nascono man mano nuove idee che portano a nuove personalizzazioni: “Tempo fa decisi di installare una griglia in alluminio nero nel paraurti anteriore, in modo tale da proteggere l’intercooler, lasciato altrimenti inspiegabilmente scoperto”, racconta Kevin, “ho inoltre fatto verniciare in tinta le plastiche degli alloggiamenti fendinebbia, originariamente nere”. E dentro a quei fari, invece? “Ah, tutta un’altra cosa, ora: installate le lampade xenon e messe le luci di posizione a led bianchi! Ma se dai un’occhio, anche al posteriore c’è qualcosa che si nota subito!” Infatti, è così. Da poco, al posto del terminale singolo originale, c’è una bella e cattivissima coppia di tubi 90mm…


Gli Atreus invece sono stati rimpiazzati da quattro Toora 18″ con canale da 8″ e colorazione grigia.
Cosa prevede il proprietario per il futuro? “Difficile dirlo, per ora ho migliorato tutto quello che avrei voluto, un domani… chissà! Non dovrei dirlo, mi spiacerebbe offendere la mia blu, ma stavo tenendo d’occhio una C30 D5 Geartronic con body kit Java… dovrei prima però verificare che il Geartronic risponda perfettamente alle mie esigenze”. Ma questa è un’altra storia….

David R. , VolvoClub.it – Milano

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